SHOPenauer, intervista a Marco Bianchi

21 apr ’17 at 1:00 pm  •  0 Comments  •  762 views

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Oggi facciamo quattro chiacchiere con Marco Bianchi, un amico nonché collega con il quale abbiamo avuto modo di vivere in prima persona diverse situazioni legate al mondo della moda e della comunicazione stessa. Ecco cosa ne é venuto fuori.

 

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Partiamo dalle basi, tu Marco hai visto l’evoluzione del mondo dello streetwear in Italia, uno store storico (Superfly), un magazine (Wait) e adesso un progetto che sa di sfida contro un sistema chiuso (SHOPenauer). Com’é cambiato tutto ciò e cosa ti ha spinto in questa nuova avventura?

Dopo 11 anni di Wait magazine, 44 numeri, , il mercato e i nostri clienti spingevano solo sul digitale, su cui già eravamo operativi da un decennio con i nostri blog www.waitfashion.com e www.waitmag.com
La rivista rimane il primo amore, e forse un giorno vi torneremo in una forma nuova. Abbiamo quindi deciso di trasformare Wait in una company di comunicazione digitale e realizzare progetti unici.
Così nel 2015 abbiamo realizzato il primo showroom online virtuale italiano www.waitorder.com Tuttavia la nostra idea fissa era quella di trasformare il nostro network, quello del magazine che era distribuito in oltre 500 tra i migliori store italiani, in qualcosa
di vivo e ben visibile. Non volevamo che con la chiusura della rivista questa rete venisse meno: ecco perchè abbiamo pensato a lungo come ’trasferirla’ sul digitale. Ed ecco che è nato SHOPenauer/ www.shopenauer.com

 

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Spiegaci bene cosa si tratta.

SHOPenauer è il frutto di oltre 1 anno di lavoro, di programmazione, investimenti. Detto in due parole abbiamo cercato di concepire la guida online a negozi, fisici e virtuali più evoluta al mondo, e allo stesso tempo un super-marketplace: un mega shop online dove convergessero i migliori prodotti dei migliori store e brand al mondo.

Cosa sono le peculiarità e le unicità di questo progetto?

E’ una piattaforma completamente coordinata tra brand, negozi e showroom
Dall’ottica di un utente, se mi trovo a New York, non solo posso vedere i negozi presenti sul portale ma filtrare quello che mi interessano per tipologia: come ad esempio gli sneaker-shop, o quelli che vendono uno specifico marchio.
Un turista russo a Milano, potrà trovare i negozi di lusso, oppure quelli che vendono, ad esempio Valentino o Gucci se sta cercando uno di questi brand.

Dal punto di vista dei negozi, brand e showroom ognuno ha una pagina con tutte le informazioni più dettagliate possibili, da indirizzi, contatti mail e telefonici, i social, agli orari, e la mappa per raggiungerli. Grazie a profili upgradabili premium possiamo inserire contenuti speciali, come interviste (che poi vengono ripresi anche sui nostri blog e social) e la vetrina con i prodotti dello shop online.

 

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E come funziona il market place?

Negozi e brand possono inserire all’interno della propria pagina una vetrina, con un numero potenzialmente infinito di prodotti, tutti linkati al proprio shop online. I prodotti compaiono sia all’interno della propria pagina, sia sulla home, che, soprattuto, nel super-marketplace, dove possono essere navigati e trovati con innumerevoli criteri di ricerca tra i quali alcuni che quasi mai nessuno a mai utilizzato.

Per esempio?

Per esempio, i prodotti possono essere anche trovati in bade al ‘made of’. Finalmente clienti appassionati di ‘made in japan’ potranno trovare articoli unici prodotti in Giappone. Ovviamente questo criterio vale anche per il made in italy.

Ho visto che la piattaforma è anche orientata a livello social.

Si! Ogni utente si puo’ registrare con 2 click, anche tramite Facebook, creare un profilo e a questo punto puo’ condividere gli articoli su altri social, mettere like ai prodotti, seguire brand e negozi, ricevendo notifiche sui nuovi arrivi, e può creare una wishlist dei propri prodotti preferiti.
Con la possibilità di seguire il profilo di altri utenti immaginiamo prossimamente la possibilità di seguire influencer: immaginate ad esempio come sarebbe interessante seguire Jovanotti, per vedere quali sono le sneakers e le t-shirt preferite, ma anche scoprire quale regalo sarebbe gradito a un amica che seguiamo. I profili più seguiti, inoltre sono pubblicati sulla nostra home: un’altra buona ragione per essere attivi sul portale!

 

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Quali tipi di brand e negozi stanno aderendo al progetto?

Devo dire che la tipologia è quella dei negozi e marchi più avanti dei rispettivi settori. E’ sufficiente andare sul sito per vedere quanti store di lusso, avanguardia e anche streetwear hanno sposato il progetto.
Tuttavia c’è un nome di cui siamo particolarmente orgogliosi: Folli Follie, il multibrand di lusso italiano con negozi a Verona, Bologna, Brescia, Mantova e Riccione. Nel lancio del loro nuovissimo shop online The Double F www.thedoublef.com hanno sposato il progetto SHOPenauer, quando ancora era online da pochissime settimane. Per noi è motivo di grande orgoglio e soddisfazione.

Tematica difficile quanto rognosa, il fake che é entrato ufficialmente anche nei negozi. La vera ricerca dov’è andata a finire?

In un momento di grande confuzione sul mercato abbiamo visto anche questo. Delle 2 l’una o i negozianti sono in malafede, o sono ignoranti. Per entrambe le ragioni meriterebbero di cambiare mestiere.
Per quanto riguarda noi, abbiamo ovviamente bandito la presenza di fake brand sul nostro portale.

 

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Progetti per il futuro?

Fare crescere SHOPenauer, creare le app, e fari si che tra qualche anno la nostra icona sia presente sui cellulari mezzo mondo. Almeno di tutti coloro che sono appassionati di fashion e design!

Una ricetta per la felicità?

Cercare di seguire i propri sogni di realizzare la propria missione sulla terra qualunque essa sia, la propria ‘leggenda personale’ come la chiama Cohelo (per chi ha letto l’Alchimista…e per chi non l’ha letto consiglio di leggerlo). Fare un lavoro che ci piaccia così tanto da trasformare ogni giorno di lavoro in un passo verso il compimento del nostro sogno. Lo so che bisogna scontrarsi con la realtà. Anche per me è così, ma ci sto provando.

Gabriele

About Gabriele

30enne, fonda BoBos nel 2008 e da allora non smette un secondo a voler conoscere ed apprendere dalle persone. Affascinato fin da piccolo dalle cose, tanto da distruggere tutti i regali che riceveva per comprendere come fossero fatti, cerca attraverso questo blog di soddisfare e trasmettere la sua curiosità.

 

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