LORD OF THE BIKES: Anvil

21 mar ’16 at 11:00 am  •  0 Comments  •  2067 views

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Il prossimo 22 Marzo,  alle 22.00 su Sky Uno, andrà in onda la prima puntata di LORD OF THE BIKES –  il primo format che lancia la sfida tra squadre di customizzatori di motociclette e che vedrà, tra i protagonisti, il leggendario marchio Moto Guzzi. Condotto da Ringo, grande appassionato di moto, direttore artistico e conduttore radiofonico di Virgin Radio, Media Partner del programma. In giuria: Filippo Barbacane, un customizzatore italiano di fama mondiale e artista che rappresenta il mito moderno della filosofia Moto Guzzi; Paolo Sormani un giornalista molto stimato nel settore, e Aryk, una ragazza dalla forte personalità esperta di custom paint, che con le sue decorazione a pennello personalizza caschi e moto con uno stile unico.

 

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Per l’occasione ho deciso di intervistare uno dei team che sarà presente al programma e di cui ho profonda stima essendo amici di lunga data, ovvero Anvil nelle persone di ALESSANDRO “PHONZ” FONTANESI e SAN MARCO FILIOS. Per essere il più obiettivo possibile mi sono avvalso del supporto di Andrea Miollo, appassionato di moto (ovvero uno che, a differenza mia, sapesse cosa siano i motori) nonché proprietario di RetroVr.

Tutti hanno una storia da raccontare. La vostra com’è iniziata? 

1998. Si può dire che la nostra storia iniziò, fra i banchi di scuola, in una piccola città immersa nella campagna Emiliana.

Eravamo all’inizio di tutto ma con le idee molto chiare, è stata la passione per i motori che ha fatto si che le nostre strade si incrociassero.

Una passione scritta nel dna, vissuta in una terra ricca di storie di motori.
Inizialmente il nostro mondo era fatto di tasselli, fango e odore di olio di ricino.

Il passare del tempo ci ha portato a ricercare la vera essenza delle moto, spinti dalla voglia di guidare mezzi con un’anima e sentimenti, mezzi che hanno cambiato la storia del motociclismo.

Guidare moto d’epoca è come ascoltare i racconti di un anziano signore dopo una vita ricca di emozionanti avventure.
La nostra evoluzione ci ha portato a sentire il bisogno di rendere uniche le nostre moto, se fino a quel momento calcavamo storie di altri, nella primavera del 2012 la voglia di iniziare a scrivere la nostra storia ci ha portato a far nascere AnvilMotociclette.

Questo è stato il punto di svolta. In quel momento abbiamo capito che insieme possiamo realizzare qualcosa di unico e irripetibile.
La giusta fusione dei nostri gusti e delle nostre passioni è finalmente concretizzata in un oggetto di ferro e amore.

 

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Cosa/chi ha fatto scattare la scintilla? 

Anvil Motociclette non è un semplice brand, non è solo un’officina, ma è prima di tutto un’idea, forte e decisa: uno vero e proprio stile di vita.
È diretto erede di un mondo di altri tempi, quegli anni ’70 che hanno cambiato la storia del motociclismo creando le basi di ciò che “guidiamo” oggi.

Motori, musica, viaggi, moda… Anvil è un universo, semplice e genuino, come l’Emilia, la nostra terra di origine, che meglio di qualsiasi altra cosa, ci ha insegnato il valore della spontaneità, ma allo stesso tempo è un mondo complesso e variegato, che ci rispecchia in ogni singola sfumatura.

Phonz: io nello specifico ho sempre rincorso il mito di mio padre Cesare Fontanesi, lui è stato con campione di motocross anni 70 è lui che a 5 anni mi ha messo sulla mia prima moto.

Qual è la vostra fonte di ispirazione? 

Il nostro stile è il frutto delle passioni che ci accompagnano da sempre, come può essere la musica folk, country, rock, il cimena anni 70, le foto dei tempi passati , i vecchi motori, l’architettura rurale, i vecchi attrezzi da lavoro, i viaggi oltre gli schemi classici. Prendiamo ispirazione da ogni cosa che ci desta attenzione per poi rinterpretarla col nostro stile. Ogni moto che creiamo è unica e irripetibile, ognuna ha un carattere e un nome diverso, che ne esemplifica perfettamente l’essenza. Plasmiamo artigianalmente ogni singolo esemplare, alla ricerca di quella perfezione estetica che gli dona un’anima, esaltandone i tratti distintivi.
Chi possiede un Anvil non si ritrova quindi una semplice “special” tra le mani, quanto piuttosto una parte di storia, con i suoi preziosi segni del tempo rielaborati e valorizzati per esaltarne il valore.

 

C’è un aneddoto sul nome della vostra officina? Qual è il vostro simbolo/logo e perché lo avete scelto? 

Tutto parte da un simbolo. Un’immagine, che meglio di qualsiasi altra cosa rappresenta la nostra essenza. L’incudine, dalle forme semplici è un utensile forte e indistruttibile, che da sempre accompagna il lavoro artigianale. La freccia, simbolo di quella passione che ci unisce, ma che prima ancora ha tracciato il sentiero delle nostre vite.

La nostra filosofia parte da questa immagine, che ci siamo tatuati sul petto, vicino al cuore, per celebrare ogni istante, il nostro profondo amore per i motori.

 

Che stile preferite sviluppare nella customizzazione? Potete riassumerlo in una frase? 

Le nostre moto nascono dalle fiamme dell’inferno, in un luogo dove si sente ancora il suono cupo del metallo battuto a mano.

La nascita di ogni progetto è strettamente legata alle necessità del cliente, parliamo con esso fino a quando troviamo la giusta soluzione che rispecchia al meglio le sue esigenze. Quando lavoriamo su un progetto cerchiamo di captare l’essenza, lo spirito e l’anima della moto, ogni intervento che realizziamo è mirato a valorizzare e risaltare lo spirito che ogni motocicletta possiede. La nostra estetica valorizza i segni del tempo, essa assieme al nero opaco e al trattamento “WEZ” che riserviamo alle parti metalliche sono i tre elementi che vanno a contraddistinguere il nostro stile.

 

Customizzazione significa interventi su meccanica, prestazioni e ovviamente stile. Dove pende l’ago nel vostro caso? Vi sentite più ingegneri o artisti? 

Ci riteniamo dei sognatori visionari.

Le motociclette Anvil acquisiscono così un sapore vintage restaurato, mantenendo l’anima di moto di altri tempi. Questa estetica, che cura e valorizza i segni del tempo, è la principale caratteristica distintiva.
In ogni moto cerchiamo di mantenere e magnificare i preziosi segni del tempo.

 

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Qual è il vostro “marchio di fabbrica“? 

La nostra estetica valorizza i segni del tempo, essa assieme al nero opaco e al trattamento “WEZ” che riserviamo alle parti metalli- che sono i tre elementi che vanno a contraddistinguere il nostro stile.

Le motociclette Anvil acquisiscono così un sapore vintage restaurato, mantenendo l’anima di moto di altri tempi. Questa estetica, che cura e valorizza i segni del tempo, è la principale caratteristica distintiva.
In ogni moto cerchiamo di mantenere e magnificare i preziosi segni del tempo.

 

Cosa rappresenta la partecipazione a Lord of the Bikes e se dovessi rappresentarla con una colonna sonora quale sarebbe?

Per la nostra realtà Lord of the Bikes è una grossa occasione per dimostrare la serietà e il talento della nostra officina, siamo il Team più giovane sia anagraficamente che di nascita come marchio.

Questa esperienza ci farà sicuramente crescere tanto e durante le ore di lavoro nella nostra colonna sonora non mancheranno
- Creedence Clearwater Revival /// Lookin’out My Back Door
- Dire Straits /// Walk Of Life
- Lynyrd Skynyrd /// Call Me The Breeze
sono i tre nostri pezzi forti.
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In vista della prima puntata del 22 Marzo riesco a strapparti una piccolissima anteprima?Gabri, ci conosciamo da tanto tempo, abbiamo fatto viaggi assieme…feste…ti vogliamo bene…ma non possiamo proprio darti anteprime…hahaha la produzione, Sky e Ringo stesso ci spaccherebbero il culo.

Possiamo dire solamente, seguiteci e non ve ne pentirete.
Gabriele

About Gabriele

30enne, fonda BoBos nel 2008 e da allora non smette un secondo a voler conoscere ed apprendere dalle persone. Affascinato fin da piccolo dalle cose, tanto da distruggere tutti i regali che riceveva per comprendere come fossero fatti, cerca attraverso questo blog di soddisfare e trasmettere la sua curiosità.

 

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