La Biennale di Venezia 2020 ha la firma di Hashim Sarkis

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Classe 1964 Hashim Sarkis, è il curatore della 17.ma Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del prossimo anno.

Il titolo scelto dall’architetto libanese, nonché dal 2015 professore e Preside della Scuola di Architettura e Pianificazione presso il Massachusetts Institute of Technology, è How will we live together? (Come faremo a vivere insieme?) a significare:

Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali possiamo vivere generosamente insieme: insieme come esseri umani che, malgrado la crescente individualità, desiderano connettersi tra loro e con le altre specie nello spazio digitale e in quello reale; insieme come nuove famiglie in cerca di spazi abitativi più diversificati e dignitosi; insieme come comunità emergenti che esigono equità, inclusione e identità spaziale; insieme trascendendo i confini politici per immaginare nuove geografie associative; e insieme come pianeta intento ad affrontare delle crisi che richiedono un’azione globale affinché possiamo continuare a vivere.

Gli architetti invitati a partecipare alla Biennale Architettura 2020 sono incoraggiati a coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni. In effetti la Biennale Architettura 2020 vuole affermare il duplice ruolo, spesso trascurato, dell’architetto, che è quello di affabile convocatore e custode del contratto spaziale.

Allo stesso tempo la Biennale Architettura 2020 vuole anche affermare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale che l’architettura ispira i vari modi in cui viviamo insieme. In tal senso chiediamo ai partecipanti di evidenziare quegli aspetti del tema principale che sono prettamente architettonici.

I curatori delle partecipazioni nazionali saranno chiamati ad affrontare uno o più sottotemi della Mostra. Il bisogno di un’edilizia sociale più inclusiva e di strumenti innovativi per un tessuto urbano e territoriale più connettivo è ancora urgente sia nelle economie emergenti che in quelle avanzate.

Il 2020 è stato spesso definito come una pietra miliare sulla via verso un futuro migliore. Molte nazioni e città hanno elaborato una propria “Vision 2020“. L’anno è alle porte. Guardiamo all’immaginario architettonico collettivo per andare incontro a questa occasione epocale con creatività e coraggio.

Hashim Sarkis, Paolo Baratta_Photo by Jacopo Salvi, Courtesy La Biennale di Venezia

Hashim Sarkis, Paolo Baratta_Photo by Jacopo Salvi, Courtesy La Biennale di Venezia

La nomina è stata annunciata pochi giorni fa (il 16 luglio per la precisione), come di consueto a Ca’ Giustinian, presso la sede della Biennale di Venezia; splendido Palazzo affacciato sul Canal Grande, nelle vicinanze del Bacino San Marco.

Paolo Baratta, il Presidente della manifestazione, ricordiamo tra le più importanti al mondo, ha dichiarato:

Se la Biennale Architettura 2018 fu occasione per parlare dello spazio libero e gratuito, elemento indispensabile del nostro abitare, omesso in tanti sviluppi recenti, con Hashim Sarkis vogliamo allargare l’orizzonte a tutte le questioni oggi sollevate dal vivere insieme. Vivere insieme significa darci carico in anticipo delle crisi potenziali e dei problemi che non trovano adeguata soluzione, e spesso neppure adeguata attenzione, nello spontaneo sviluppo delle nostre economie e delle nostre società, alle quali occorrono oggi maggiore consapevolezza e una vasta e coraggiosa progettualità.

I mutamenti in atto, oltre a quelli già occorsi che ci trovano in ritardo, e i mutamenti attesi, chiedono tutti di essere presi seriamente in considerazione, così come le necessità che ne conseguono e le inadeguatezze di molte delle risposte date; ma chiedono anche nuove energie per affrontarli, consapevolezza dei conflitti e degli ostacoli, ma anche chiedono conoscenza di azioni compiute e progetti attuati, riconoscibili come esperienze ricche di suggerimenti e proposte, e quindi riconoscibili come esempi.

Nel mondo si manifesta un accentuato dualismo. Il divario tra le condizioni presenti dell’abitare e quelle auspicabili è qualitativamente diverso nelle diverse parti della terra. In una vasta area del pianeta la questione dell’abitare si pone tuttora nei suoi termini tradizionali ed elementari (spazi per proteggersi, per vivere, per condizioni abitative umanamente adeguate, spazi pubblici). Altre parti del mondo sono avviate verso nuove fasi del loro sviluppo nelle quali mutano (o sono già mutate) le condizioni del produrre, quelle dell’organizzazione del lavoro e degli scambi, della organizzazione delle società, delle comunità e dei nuclei famigliari, verso realtà spesso assai diverse da quelle per le quali sono stati pensati e realizzati gli sviluppi del territorio e quelli urbani ed edilizi del recente passato.

Attendiamo dalla ricerca di Hashim Sarkis, e dal contributo dei singoli paesi partecipanti, esempi di progettazione che oltre a informarci meglio su tante realtà e sulle tendenze e sui conflitti presenti, offrano alla nostra speranza l’immagine di un mondo che è al lavoro per affrontare quelle questioni e, in particolare, di un mondo dell’architettura che viene impegnato nel riflettere, immaginare, realizzare nuove soluzioni.
Sapere che in diverse parti del mondo si è al lavoro per questa nuova progettualità è di per sé parte di un nuovo “vivere insieme” per il quale la Biennale si offre come luogo ideale.

Attediamo di scoprire le proposte delle Partecipazioni Nazionali con le proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale, oltre che per tutta la città di Venezia – in mostra dal 23 maggio al 29 novembre 2020 -, nel frattempo godiamoci la 58.ma Esposizione Internazionale d’Arte che è aperta al pubblico fino al 24 novembre 2019 e intitolata May You Live In Interesting Times a cura dell’affascinante Ralph Rugoff, attualmente direttore della Hayward Gallery di Londra.

Per maggiori dettagli, il sito web ufficiale della Biennale Architettura 2020 è www.labiennale.org e gli hashtag scelti sono: #BiennaleArchitettura2020 e #HowWillWeLiveTogether

Le immagini sono state concesse dall’Uff. Stampa La Biennale di Venezia.

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