Per tre giorni Treviso ha parlato la lingua del fumetto. Dal 25 al 27 settembre, la ventitreesima edizione del Treviso Comic Book Festival ha attraversato musei, spazi indipendenti, librerie e luoghi del centro storico, confermando una formula che va oltre il perimetro della fiera. Il TCBF non si limita a ospitare autori ed editori: costruisce una geografia temporanea in cui tavole originali, autoproduzioni, incontri e musica entrano nel tessuto urbano.

L’edizione 2026 ha riunito 150 autori, dodici mostre e una mostra mercato gratuita distribuita tra il Museo Nazionale Collezione Salce a San Gaetano, AV Room, Spazio BRVTO e Casa Robegan. Oltre quaranta case editrici hanno animato il bookshop del festival, mentre le due aree self hanno accolto 65 realtà indipendenti italiane e internazionali. È proprio in questo equilibrio tra industria editoriale e produzione dal basso che il festival continua a trovare la propria identità.
Una città disegnata dal festival
Il programma ha messo in relazione linguaggi e generazioni molto diverse. La mostra dedicata a “Tapum” di Leo Ortolani ha portato al Museo Salce il racconto della Grande Guerra filtrato attraverso il segno inconfondibile dell’autore di Rat-Man. Accanto a Ortolani, le esposizioni hanno attraversato i mondi di Aisha Franz, Yi Yang, Noemi Vola, AkaB e Tuono Pettinato, fino ai progetti dedicati alla neurodivergenza, all’animazione e all’illustrazione emergente.

Il carattere diffuso del TCBF si è espresso anche negli appuntamenti OFF, nei live painting, nei workshop e nelle serate musicali. Non un programma parallelo, ma un’estensione naturale del festival, capace di avvicinare il fumetto alla vita quotidiana della città e di trasformare Treviso in un luogo di incontro tra chi disegna, chi pubblica e chi legge.
I vincitori del Premio Carlo Boscarato 2026
Domenica 27 settembre, nel parco di Casa Robegan, sono stati annunciati i vincitori del Premio Carlo Boscarato. Il riconoscimento, dedicato allo storico disegnatore trevigiano, fotografa ogni anno lo stato del fumetto pubblicato in Italia, includendo opere nazionali e internazionali, editoria per ragazzi, webcomic, autoproduzione e nuovi talenti.
Il premio per il miglior fumetto italiano è andato a Leo Ortolani con “Tapum”, pubblicato da Feltrinelli Comics. Il libro, già al centro di una delle mostre principali del festival, affronta la Prima guerra mondiale senza perdere la capacità dell’autore di alternare ironia, disincanto e racconto umano.
Come miglior fumetto internazionale è stato scelto “La mia vita a 24 fotogrammi al secondo” di Rintaro, pubblicato da BAO Publishing, mentre Sixtine Dano ha ricevuto il premio come miglior artista internazionale per “Sibylline”. Chiara Spallotta ha vinto nella categoria disegno con “La Mala del Brenta” di BeccoGiallo.

La sceneggiatura ha prodotto un ex aequo tra Marco Nucci, premiato per i lavori su “Topolino 3690 – Quattro note in nero”, “Et voilà le cinéma!” e “Dylan Dog – Harlech Asylum”, e Teresa Radice con “Avila”. Il premio per disegno e sceneggiatura è andato ad Andrea Bruno per “Punica Fides”, mentre Spugna ha conquistato la categoria copertina grazie ai lavori realizzati per “Furiosa”, “Cattivik – La Novell’ Grafik’” e “Absolute Batman 16”.
Tra gli altri riconoscimenti, Alessandra Amorotti è stata premiata come miglior colorista per “Paperone in Atlantide”. Il Premio Cecchetto per l’artista rivelazione è andato a Isotta Santinelli con “Si torna sempre dove si è stati male”, mentre In Your Face Comix è stata scelta come miglior realtà editoriale italiana. “Il premio” di Samuel Daveti e Lorenzo Palloni, pubblicato da Mammaiuto, ha vinto nella categoria web.
Nuove generazioni e premi speciali
Per il pubblico più giovane ha vinto “Barbascura spiega gli animali e Sio li disegna” di Barbascura X e Sio. Il Premio Elena Xausa, nato in collaborazione con Illustri Festival per celebrare il dialogo tra fumetto e illustrazione, è stato assegnato a Noemi Vola per “La lunga notte dei rospi”. Il Green Boscar, dedicato alle opere che affrontano i temi ambientali, è andato alla trevigiana Isabella Tiveron per “Fine”.
Lo spazio riservato all’autoproduzione ha premiato “La ballata dei sassi gialli” di Foglie Gialle e Sasso Raviolo. Nel Concorso internazionale per nuovi autori, che ha raccolto 116 candidature da diversi Paesi, il primo posto è stato assegnato all’inglese Alan Harding, seguito dal trevigiano Lorenzo Criveller e da Irene Bianchi. Edoardo Franco ha ricevuto una menzione speciale.

Il palmarès restituisce l’immagine di un settore attraversato da forme, pubblici e modelli editoriali differenti. Il risultato più interessante del TCBF resta però la capacità di farli convivere nello stesso spazio: il grande editore accanto alla microeditoria, l’autore affermato accanto all’esordiente, il libro stampato accanto al fumetto web. Per un fine settimana Treviso non è stata soltanto la sede di un festival, ma una città costruita intorno alle storie disegnate.