Una bottiglia può raccontare il gusto prima ancora di essere aperta. Make a Mark 2026 porta questa possibilità a LUXE PACK Monaco, dal 28 al 30 settembre al Grimaldi Forum. La quinta edizione riunisce dodici studi internazionali e mette al centro il packaging come progetto completo: forma del contenitore, superficie dell’etichetta e finiture nascono dalla stessa idea.
Tra i concept di quest’anno ci sono un digestivo che richiama la moka, un’essenza di tè racchiusa in volumi scolpiti e un oggetto che mette in dialogo due patrimoni culturali. Proposte diverse, utili per osservare come il design costruisce l’identità di un prodotto attraverso materiali e gesti.
Il laboratorio di Make a Mark
Nato nel 2021 dall’incontro tra ESTAL, Avery Dennison e LEONHARD KURZ, Make a Mark collega i progettisti a competenze industriali complementari. ESTAL lavora sul vetro, Avery Dennison sui materiali per le etichette, KURZ sulle tecnologie di decorazione. La collaborazione permette di sviluppare concept e prototipi nei settori del vino, degli spirits, della bellezza e del gourmet.
A Monaco il progetto trova spazio nella Hall Verrière, allo stand VA23. Il suo interesse sta nel rendere visibile il rapporto tra un’intuizione creativa e le soluzioni necessarie a realizzarla. Un rilievo, una chiusura o una carta possono orientare il progetto fin dall’inizio. Per chi costruisce un brand, è un invito a considerare insieme tutti gli elementi della confezione.
Corretto Nero e la memoria della moka
Il progetto più vicino all’immaginario italiano arriva da Adelaide. Voice ha creato Corretto Nero per Make a Mark partendo da un digestivo che unisce espresso italiano e grappa. La bottiglia su misura rende riconoscibile questa origine attraverso materiali ispirati alla moka, finiture nanoimpresse e una chiusura metallica realizzata da Tapì.
La scheda tecnica aggiunge un’etichetta Avery Dennison Leatherlike Black FSC e lavorazioni di embossing, cioè di stampa a rilievo. Il nero e la geometria del contenitore concentrano l’attenzione sull’oggetto. Nella lettura di BoBos, il risultato funziona perché traduce un’abitudine quotidiana in un linguaggio visivo preciso: il riferimento al caffè passa dalla materia, oltre che dal nome.
Corretto Nero offre così un esempio interessante per il beverage. La riconoscibilità può nascere dalla relazione tra un prodotto e un oggetto familiare. Il packaging richiama un rituale già conosciuto e gli dà una forma nuova.

Corretto Nero, il concept di Voice che porta il linguaggio della moka nel packaging di un digestivo.
Crediti: design Voice®; immagine dal sito ufficiale Voice. CGI del progetto: Óbal Estudi.
Ten Sort scolpisce il paesaggio
Lo studio norvegese Bleed segue un’altra strada con Ten Sort. Il concept associa un’essenza di tè all’immagine della nebbia di montagna. I contenitori in vetro personalizzato, nei formati da 75 e 100 ml, accompagnano questa idea con volumi scolpiti e una chiusura progettata su misura.
Il progetto combina il materiale per etichette rFleury Antique FSC con finiture KURZ e stampa sul vetro. Osservando il concept, il racconto del paesaggio sembra affidato soprattutto alla silhouette e alla superficie. È un approccio che porta il contenitore vicino al design di un piccolo oggetto da conservare, prima ancora di leggere tutte le informazioni in etichetta.

Ten Sort di Bleed interpreta un’essenza di tè attraverso un contenitore ispirato alla nebbia di montagna.
Crediti: design Bleed Design Studio; CGI Óbal Estudi; fonte Make a Mark, Book Five.
Argintum mette in dialogo due eredità
Da Buenos Aires, Tridimage presenta Argintum, descritto dallo studio come un dialogo tra due patrimoni. Il sistema comprende una bottiglia in vetro da 750 ml, una chiusura in zama, un astuccio rigido su misura e una bombilla, la cannuccia filtrante legata al consumo del mate.
L’etichetta argentata e le lavorazioni a rilievo costruiscono un’identità che coinvolge anche gli accessori. La presenza della bombilla introduce il gesto del consumo nel progetto: l’oggetto acquista significato attraverso il modo in cui viene usato. È un esempio di come il packaging possa accogliere riferimenti culturali senza affidare l’intero racconto alla grafica.

Argintum di Tridimage con la bombilla che richiama il rituale del mate.
Crediti: design Tridimage; CGI Óbal Estudi; fonte Make a Mark, Book Five.
Le direzioni da osservare nel packaging premium
Questi tre concept suggeriscono alcune direzioni, senza pretendere di riassumere l’intero mercato. La forma può diventare un segno di riconoscimento; le superfici possono suggerire il carattere del contenuto; un accessorio può rendere visibile il rituale a cui il prodotto appartiene. Sono scelte che richiedono coerenza tra ciò che il brand racconta e ciò che il consumatore tiene in mano.
Make a Mark include la sostenibilità tra gli obiettivi dell’iniziativa. Le schede dei progetti permettono di identificare materiali e soluzioni specifiche, ma questi elementi da soli non dimostrano l’impatto ambientale complessivo di una confezione. La domanda resta concreta: come progettare oggetti riconoscibili tenendo conto anche della loro produzione e del loro fine vita?
Il valore di Make a Mark emerge proprio qui. Permette di osservare cosa succede quando un’idea di marca viene sviluppata insieme a chi conosce il comportamento del vetro, della carta e delle finiture. Corretto Nero, Ten Sort e Argintum mostrano tre risposte diverse, ciascuna legata a una storia e a un uso.